ACCORDI
ACCORDI DI COOPERAZIONE ITALIA–ALBANIA

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è operativa in Albania fin dagli inizi del 1990. E’ possibile individuare tre fasi dell’impegno dell’Italia nel campo della cooperazione allo sviluppo, contraddistinte dall’elaborazione e applicazione di rilevanti accordi di cooperazione. La prima riguarda le emergenze degli anni ’90 e gli interventi strutturati intrapresi nel quadro dei lavori della Commissione Mista Italia-Albania, la cui costituzione risale al 1992, e nel quadro del Protocollo d’Intesa per la Cooperazione Tecnica Bilaterale del 1997. La seconda fase si apre con la firma del Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo (2002-2004), un ambizioso programma di lavoro che copre una pluralità di settori e che si protrae oltre la data del 2004 a causa della portata dei progetti concordati. La recente firma del Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo per gli anni 2010-12 apre l’ultima fase delle attività della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Albania.

I fase - Commissione Mista Italia-Albania del 1992 e Protocollo d’Intesa del 1997

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo affrontò l’emergenza umanitaria, verificatasi all’indomani del crollo del regime comunista, fornendo aiuti a dono, principalmente alimenti e beni di prima necessità (stanziamento di oltre 143 miliardi di Lire). Dal 1992 la fornitura di aiuti avviene nel quadro operativo della missione internazionale Pellicano, a guida italiana. Con la prima riunione della Commissione Mista per la cooperazione italo-albanese nel novembre del 1992, i due Governi tentarono di avviare una programmazione strutturata degli interventi. Le due delegazioni concordarono il Programma di Sviluppo triennale 1992-1994 al fine di favorire il passaggio da un’assistenza centrata quasi esclusivamente su aiuti di emergenza ad "interventi diretti a promuovere uno sviluppo economico auto-sostenuto basato su di un’economica di mercato". Il Programma per il periodo 1992-94 include iniziative di sviluppo focalizzate in particolare sui settori delle infrastrutture, dell’agricoltura, dell’edilizia, della formazione e del rafforzamento istituzionale, per un valore complessivo di 218.5 miliardi di Lire.

 Scarica il processo Verbale della Commissione Mista del 1992

Con il Protocollo d’Intesa del dicembre 1997, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo intende definire una nuova strategia di cooperazione pluriennale. Al Protocollo è acclusa una Dichiarazione di Intenti sulla Cooperazione tra i due Governi che stabilisce un Programma di Sviluppo per il periodo 1998-2000. Gli interventi concordati sono in piena sintonia con le direttrici generali per lo sviluppo economico e sociale, individuate dall’Albania d’intesa con tutti donatori bilaterali e multilaterali, e riguardano il consolidamento istituzionale, la promozione delle piccole e medie imprese, le infrastrutture strategiche (energia, trasporti, telecomunicazioni, rete idrica), sanità, educazione e formazione professionale. Furono stanziati finanziamenti per 180 miliardi di Lire a credito di aiuto e 30 miliardi di Lire a dono. L’impegno finanziario raggiungerà negli anni immediatamente successivi un valore complessivo di 317.2 miliardi di Lire.

 Scarica il Protocollo d'Intesa e la Dichiarazione di Intenti

Durante gli anni ’90 l’impegno italiano combina piani di sviluppo settoriali con l’assistenza nella gestione delle emergenze. La Cooperazione Italiana assiste l’Albania nell’emergenza scaturita dalla crisi del 1997 dovuta al crollo degli schemi finanziari piramidali. In quest’occasione la Cooperazione Italiana fornì aiuti umanitari nel quadro della missione internazionale Alba, sempre a guida italiana. Nel 1999 si verifica una nuova emergenza a causa del consistente flusso di migranti provenienti dal Kosovo e all’Italia spetta la direzione delle operazioni umanitari con la missione Arcobaleno. La Cooperazione Italiana contribuì nuovamente con la fornitura di beni di prima necessità.

II fase - Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo del 2002

Già dal 2001 i due Governi iniziarono a mettere a punto un nuovo accordo di cooperazione, con cui definire la strategia di assistenza per il triennio 2002-04 in linea con le priorità di sviluppo definite dalle autorità albanesi nell’allora documento di riferimento PIP - Programma Investimenti Pubblici. Il nuovo Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo, sottoscritto il 9 aprile 2002, relativo al triennio 2002-04, prevedeva nuovi impegni, finanziati tramite gli strumenti del dono e del credito d'aiuto, per un ammontare complessivo di 202 milioni di Euro. La consistenza delle risorse stanziate consentì all’Italia di rafforzare il proprio impegno nei processi di sviluppo in Albania, in primis il percorso avviato di integrazione europea. Il protocollo prevedeva interventi in settori strategici quali: infrastrutture e servizi pubblici, sviluppo del settore privato e delle PMI, agricoltura, rafforzamento istituzionale, nonché sviluppo delle risorse umane ed adeguamento dei servizi sociali. Gli impegni finanziari assunti nel Protocollo sono schematizzati per settore nel grafico seguente.


Tra gli interventi più consistenti:- La fornitura di energia elettrica per far fronte alla gravissima carenza di energia dell'inverno 2001-2002, che aveva generato problemi sociali e paralizzato il sistema produttivo (dopo la fornitura della prima tranche di 10 milioni di Euro, effettuata nel 2002, il residuo di 20 milioni di euro è stato allocato per la realizzazione del Centro di Dispaccio della KESH);
- Interventi di riabilitazione del sistema idrico-fognario di Tirana;
- Due programmi nel settore trasporti, volti rispettivamente al rafforzamento dell’asse nord-sud (autostrada Scutari-Hani Hotit) ed al potenziamento del Corridoio VIII (autostrada Lushnje-Fier-Valona);
- Il sostegno strutturale al sistema educativo primario, secondario e universitario;
- Il sostegno allo sviluppo delle PMI albanesi, tramite linea di credito, fondo di garanzia ed assistenza tecnica;
- Il sostegno nel settore dell'agricoltura (attraverso il supporto a programmi FAO, il miglioramento dei sistemi per il controllo degli alimenti e la riabilitazione delle stazioni di pompaggio in zone agricole inondabili).
 Scarica il protocollo di Cooperazione allo Sviluppo 2002-2004

Alcune delle iniziative inizialmente concordate tra i due Governi ed incluse nel Protocollo hanno subito modifiche (in termini finanziari o di tipologia di intervento) o sono state sostituite con altri interventi ritenuti di maggiore rilievo, alla luce dell’evoluzione delle condizioni di sviluppo. Tenendo conto della portata dei progetti, il programma di lavoro si protrae oltre la data del 2004. Inoltre, in questa fase l’Italia sostiene una serie di ulteriori interventi, non riportati nel Protocollo del 2002. La Cooperazione finanzia interventi sul canale bilaterale e multilaterale e progetti promossi dalle ONG, volti al sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione e in settori quali educazione, sanità, governo e società civile, eguaglianza di genere, agricoltura ed ambiente.

Nel corso del 2008 iniziano le negoziazioni per l’Accordo Quadro di Cooperazione allo Sviluppo che disciplina la cornice operativa all’interno della quale si collocano le iniziative della Cooperazione Italiana e dei suoi partner, Regioni, ONG ed Organizzazioni Internazionali. L’Accordo, sottoscritto nel dicembre del 2008, prevede un regime di esenzione fiscale e doganale per il personale e gli enti esecutori che operano in Albania attraverso finanziamenti della Cooperazione Italiana. Le autorità albanesi riconoscono il ruolo e le funzioni dell’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo dell’Ambasciata italiana a Tirana. L’Accordo regola inoltre nello specifico le attività delle ONG partner della Cooperazione Italiana e quelle riconducibili alla Cooperazione Decentrata.
Scarica l’Accordo Quadro di Cooperazione allo Sviluppo

Garantendo all’esecuzione dei progetti un quadro regolamentare certo e condiviso, l’Accordo rappresenta un importante punto di riferimento per l’avvio del negoziato per un nuovo Protocollo pluriennale di cooperazione allo sviluppo, prospettato fin dalla fine del 2008.

III fase - Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo del 2010

Le negoziazioni per il Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo per il triennio 2010-2012 iniziano nel 2009 e si concludono il 12 aprile 2010, quando l’accordo è sottoscritto dall’On. Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e dal Vice Primo Ministro albanese Ilir Meta.

L’obiettivo generale del Protocollo è di sostenere il processo di integrazione europea dell’Albania, che nel 2006 ha sottoscritto l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione e nel 2009 ha presentato la candidatura all’adesione all’Unione Europea. Come raccomandato dall’agenda internazionale sull’efficacia degli aiuti e dal Codice di Condotta dell’UE sulla divisione del lavoro nella cooperazione allo sviluppo, il Protocollo concentra le risorse finanziarie, per un ammontare complessivo di 51 milioni di Euro, unicamente in tre settori: lo sviluppo del settore privato, lo sviluppo rurale e lo sviluppo sociale.

La Cooperazione Italiana rinnova quindi l’impegno per la promozione della piccola e media impresa, che costituisce un volano essenziale per la crescita economica e il sostegno all’occupazione. Il nuovo Protocollo prevede pertanto il rifinanziamento di un’importante iniziativa già in corso: la linea di credito agevolato in favore delle piccole e medie imprese. Agli attuali 27,5 milioni di Euro se ne aggiungono altri 15, portando così la disponibilità complessiva del programma a 42,5 milioni di Euro.

Il nuovo Protocollo segna un’apertura importante al mondo dell’agricoltura. Nella fase di pre-adesione all’Unione Europea, l’Albania è chiamata a dotarsi di misure e strumenti operativi che le consentano, una volta ottenuto lo status di paese candidato, di gestire i fondi della compente Sviluppo Rurale dello Strumento IPA e più in generale delle politiche di sviluppo rurale di tipo europeo. Il programma di modernizzazione del settore agricolo per 10 milioni di Euro prevede quindi il potenziamento delle strutture amministrative del Ministero dell’Agricoltura. Il programma include anche interventi in favore della produzione olivicola e di sostegno alle imprese agricole.

La Cooperazione Italiana rinnova anche il tradizionale impegno a sostegno delle politiche sociali, con l’obiettivo di favorire il più ampio accesso possibile a servizi socio-educativi e socio-sanitari di elevata qualità. Per questo settore il Protocollo stanzia 20 milioni di Euro, ricavati tramite lo strumento innovativo della conversione del debito pregresso tra Italia ed Albania.

Scarica il nuovo Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo 2010-2012
Scarica il nuovo Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo 2010-2012

Il Protocollo riguarda la programmazione delle risorse della cooperazione bilaterale governativa. La Cooperazione Italiana non mancherà tuttavia di dedicare risorse addizionali, messe a disposizione anno per anno, per sostenere progetti promossi dalle ONG italiane in Albania.





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