STORIA

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è presente in Albania dal 1991, per affiancare le autorità albanesi nel processo di sviluppo e stabilizzazione del Paese e favorire il raggiungimento degli obiettivi di democratizzazione, rafforzamento istituzionale, crescita socio-economica ed integrazione europea.
Con un impegno complessivo di circa 300 milioni di Euro, l’Italia è oggi il primo donatore bilaterale e il terzo in assoluto dopo Unione Europea e Banca Mondiale con oltre 70 iniziative attive.
 
E’ possibile individuare sinteticamente tre fasi dell’impegno dell’Italia nel campo della cooperazione allo sviluppo. La prima fase riguarda le emergenze degli anni ’90, la seconda attiene al rafforzamento del processo di sviluppo socio-economico del paese, la terza fase, recentemente apertasi con la firma del Protocollo di Cooperazione 2010-12, è diretta a supportare l’Albania nel processo di integrazione europea.
 
All’indomani del crollo del regime comunista, la Cooperazione Italiana affrontò la grave emergenza umanitaria fornendo aiuti a dono, principalmente alimenti e beni di prima necessità, nel quadro della missione internazionale Pellicano. Durante gli anni ’90 l’impegno italiano prosegue con l’assistenza nella gestione delle emergenze e la partecipazione alle successive missioni di aiuto umanitario, tutte a comando italiano. Nella crisi scaturita nel 1997 a causa del crollo degli schemi finanziari piramidali, la Cooperazione Italiana è intervenuta nel quadro dell’operazione Alba per distribuire aiuti e ripristinare le infrastrutture dei servizi assistenziali. Nel 1999, a causa dell’emergenza dovuta al flusso di rifugiati provenienti dal Kosovo, la Cooperazione Italiana ha invece preso parte alla missione Arcobaleno. In questa fase, nonostante la successione di situazioni di emergenza, la Cooperazione Italiana pone le basi per orientare l’aiuto in favore di interventi diretti a promuovere uno sviluppo economico auto-sostenuto, basato su di un’economica di mercato, mediante gli impegni concordati nell’ambito della Commissione Mista per la cooperazione italo-albanese.
 
Il Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo del 2002 avvia la seconda fase dell’impegno della Cooperazione Italiana in Albania. Con un importo complessivo di circa 202 milioni di Euro, sotto forma di crediti d’aiuto (160 M€) e di doni (42 M€) al Governo albanese, la programmazione del Protocollo si focalizza sui processi di sviluppo, contribuendo all’esigenza di adeguare le infrastrutture del Paese alle necessità della crescita socio-economica. L'Italia finanzia interventi nel settore dell’energia, trasporti, infrastrutture e risorse idriche ma anche in favore dello sviluppo del settore privato, dell’adeguamento dei servizi sociali e del rafforzamento delle istituzioni. Inoltre, in questa fase, la Cooperazione Italiana sostiene una serie di ulteriori iniziative, realizzate da agenzie internazionali, da ONG o dalle stesse istituzioni albanesi, volti al sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione ed in settori quali educazione, sanità, formazione professionale ed eguaglianza di genere.
 
La recente sottoscrizione del Protocollo di Cooperazione allo Sviluppo per il triennio 2010-2012 apre la terza fase delle attività della Cooperazione Italiana in favore del processo di integrazione europea dell’Albania. Nel 2009 il Governo albanese ha presentato la candidatura per l’Adesione all’Unione Europea. La Cooperazione Italiana intende sostenere l’obiettivo di Adesione tramite gli interventi previsti dal nuovo Protocollo per un importo complessivo di 51 milioni di Euro. Come raccomandato dall’agenda internazionale sull’efficacia degli aiuti e dal Codice di Condotta dell’UE sulla divisione del lavoro nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, il Protocollo concentra gli interventi unicamente in tre settori:
 
- sviluppo del settore privato mediante la linea di credito, già operativa, in favore delle piccole e medie imprese;
- sviluppo rurale mediante il programma di modernizzazione del settore agricolo;
- sviluppo sociale mediante il programma di conversione del debito.




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