Coordinamento donatori

La comunità internazionale (Development and Integration Partners – DIP) partecipa al “coordinamento donatori”, un meccanismo volto a promuovere l’armonizzazione degli aiuti. Questo meccanismo è guidato da un forum di alto livello (Government - Donor Round-Table - DRT) che si riunisce almeno due volte l’anno. I donatori si riuniscono regolarmente nei “DIP Meetings”, i cui lavori sono supportati da un Donor Technical Secretariat (DTS) composto dalle principali agenzie internazionali presenti nel Paese (Unione Europea, Banca Mondiale, OSCE e UNDP) e, dal 2009, anche da due donatori bilaterali a turno. A livello settoriale, invece, esistono dei forum intermedi denominati “Sector Working Groups” (SWG), per i quali sono responsabili i Ministeri di linea, supportati dai donatori attivi in uno specifico campo/settore.

Vi è poi un processo di coordinamento parallelo in ambito europeo, la Fast Track-Division of Labour (FT-DoL), in cui la Cooperazione Italiana, dal 2008, riveste il ruolo peculiare di “facilitatore”. La FT-DoL è un’iniziativa comune dei donatori UE (Commissione Europea e Stati Membri) volta a favorire, in alcuni Paesi pilota, la graduale applicazione del “Codice di Condotta sulla complementarietà e divisione del lavoro nelle politiche di sviluppo”, documento che si può considerare come la “declinazione europea” dell’agenda sull’efficacia degli aiuti. Uno dei principi base del Codice di Condotta è la “concentrazione”: in ogni Paese d’intervento, un donatore europeo dovrebbe essere presente in non più di tre settori e disimpegnarsi (gradualmente, sulla base di una strategia responsabile e condivisa col Paese partner) da tutti gli altri. Ogni donatore europeo, inoltre, dovrebbe assumere una funzione di leadership in un settore, garantendo il coordinamento strategico fra i donatori europei attivi. I donatori europei si classificheranno quindi come lead, active o non-active donor in un determinato settore a seconda del ruolo che svolgono.

In Albania, l’Italia è stata promotore della creazione di un gruppo di lavoro informale, a cui hanno partecipato anche la Delegazione dell’Unione Europea, Austria, Germania, Svezia e Svizzera e, in un secondo momento, il Governo albanese. Il gruppo di lavoro ha condotto un’analisi dei vantaggi comparati dei donatori partecipanti in ogni settore (flusso attuale di aiuti, prospettive di investimenti future, capacità di assicurare un’assistenza tecnica di tipo strategico). Tale analisi, accompagnata da una manifestazione di interesse, da parte dei donatori del gruppo, ad assumere il ruolo di lead donor in alcuni settori, concordati col governo Albanese, ha portato alla firma di un Memorandum of Understanding (MoU) , dal quale risulta il seguente “posizionamento”:
- Austria: Settore idrico
- Germania: sviluppo rurale e agricoltura (GTZ); energia (KfW)
- Delegazione UE: società civile; giustizia e affari interni; qualità e mercato interno
- Italia: sviluppo del settore privato
- Svezia: ambiente; statistica
- Svizzera: decentramento e sviluppo regionale; educazione e formazione professionale.
 




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